Nella notte tra giovedì e venerdì iniziano le Finals di Basket NBA che vedranno di fronte Oklahoma City Thunder-Indiana Pacers di cui abbiamo già parlato, dandovi anche i nostri consigli per le scommesse antepost, ma qui entriamo nel vivo con l’analisi tecnica nella Preview NBA Finals 2025.
Preview NBA Finals 2025: OKC Thunder-Indiana Pacers
La certezza, sicuramente vedremo il 7° vincitore diverso negli ultimi 7 anni in queste NBA Finals 2025 che vedranno di fronte Oklahoma City Thunder-Indiana Pacers al via da giovedì notte con gara 1 (leggi qui l’anteprima col programma completo). I Boston Celtics sono usciti al secondo turno per mano dei Knicks che poi sono stati travolti a sorpresa da Indiana, e l’uscita è anche costata la panchina a coach Thibodeau che lascia la Grande Mela dopo 4 stagioni di alti e bassi, ma senza vittorie. L’ultima squadra capace di firmare una doppietta è stata quella dei Golden State Warriors nel 2017 e nel 2018.
Questo sarà il primo titolo della loro storia per Thunder o Pacers, che sono entrambe alla seconda finale: nel 2012 l’Oklahoma City di Durant, Westbrook e Harden perse 4-1 contro i Miami Heat di James, Wade e Bosh, il primo anello in assoluto per il Re; più indietro, nel 2000, gli Indiana Pacers di Reggie Miller e di coach Larry Bird, perse 4-2 contro i Los Angeles Lakers di Shaq O’Neal, Kobe Bryant e coach Phil Jackson, al primo di tre titoli consecutivi. In verità i Pacers hanno vinto tre titoli in ABA negli anni ’70, la Lega che nacque come alternativa alla NBA e che poi ne fu inglobata. Mentre i Thunder derivano dai Seattle Sonics che un titolo l’hanno vinto, nel 1979.
Tornando all’attualità, finale tra Oklahoma City e Indiana è considerata un brutto affare per l’NBA in termini di ascolti televisivi e attrattiva mediatica visto che si tratta di due città e di due mercati considerati minori negli States. Un altro dato molto interessante è che per la prima volta la finale sarà tra due squadre che non sono in “luxury tax” a livello salariale da quando costa è stata introdotta: addirittura 14 delle ultime 18 squadre campioni NBA pagavano la “tassa di lusso”. Invece le due finaliste sono sotto la sogli di 170.814 milioni di dollari: Indiana ha il 22esimo monte stipendi con 169.846.170 milioni di dollari, mentre Oklahoma City il 25esimo con 167.971.133 milioni.
Dati alla mano, sono le due migliori squadre per record nel 2025: dal 1° gennaio al termine della regular season, OKC ha vinto 41 delle 50 gare disputate (miglior record di lega, 68-14 alla fine), mentre i Pacers 34 su 48 (4° assoluto). Sommando anche il percorso ai playoff (12-4 per entrambe), si scopre che nell’anno solare 2025 nessuno ha fatto meglio delle due squadre che lotteranno per l’anello.
In questi playoffs non tutto è andato liscio per OKC che ha mostrato anche qualche lacuna, soprattutto contro Denver battuta solo a gara 7, mentre i Pacers sembrano attrezzati visto il 7-1 in questi playoff nelle partite col finale clutch, quindi Indiana avrà le sue chance di giocarsela, anche se in regular season OKC ha vinto entrambe le 2 sfide (2-0 ATS e O/U 2-0): 120-114 nell’Indiana a fine dicembre e 132-11 in casa a fine marzo.

Perchè gli OKC Thunder possono vincere l’anello?
I Thunder partono nettamente favoriti, anche perché hanno chiuso la stagione con un record straordinario di 29-1 contro la Eastern Conference (unico KO in casa dei Cleveland Cavaliers), il migliore nella storia.
Il principale punto di forza di OKC è rappresentato dalla difesa, miglior reparto per rating (punti concessi su 100 possessi) sia in regular season, sia nei playoff. In postseason OKC è comunque anche il terzo attacco ma la difesa ha fatto la differenza con 104.7 punti concessi ogni 100 possessi, nettamente meglio del loro dato in regular season dove erano comunque i migliori anche in quel caso, ma con 106.6.
Ancora più impressionante il dato delle palle perse forzate agli avversari con 18 a gara, per quasi 24 punti generati in situazioni di contropiede o transizione (17 e 21.8 in regular season). Incredibile pressione sul perimetro coi vari Cason Wallace, Alex Caruso e Jalen Williams, più Gilgeous-Alexander sulle linee di passaggio, Lu Dort che marca l’avversario più forte, senza dimenticare Hartenstein e Holmgren sotto canestro e andare al ferro contro OKC è quasi impossibile, anche se questa è una squadra che tende a concedere qualche tripla, soprattutto negli angoli. La difesa Thunder è comunque il top anche contro il tiro da fuori: il 34% concesso agli avversari in regular season, primi, si è abbassato al 33% nei playoff.
Attenzione anche alla transizione difensiva. I Thunder hanno concesso agli avversari meno del 14% dei possessi in transizione, i migliori nei playoff, ma qui fa bene Indiana che è la formazione che ha concesso meno punti, appena 0.96 per possesso nelle ripartenze dei rivali.
Perchè gli Indiana Pacers possono vincere l’anello?
Filosofie agli antipodi visto che abbiamo detto della forza della difesa dei Thunder, mentre gli Indiana Pacers si affidano al reparto offensivo, il secondo miglior attacco (punti segnati su 100 possessi, dietro a Cleveland, fatta fuori 4-1 da Indiana) che però a livello difensivo sono solo 9° (su 16 squadre). Quale filosofia prevarrà?
Nei playoff i Pacers viaggiano a quasi 118 di Offensive Rating dietro solo al 122.6 di Cleveland. Indiana ha un roster ampio, ed è una formazione molto atletica che corre e muove tanto uomini e palla con Tyrese Haliburton a gestire la regia e l’attacco. Il 66% dei canestri dei Pacers arriva da assist, primi in questa statistica e primi anche nel rapporto tra assist e perse, con i Pacers che perdono davvero pochi palloni (meno di 13 a gara) e quindi potrebbero disinnescare uno dei punti di forza di OKC.
Indiana è anche prima sia per efficienza che per percentuale reale al tiro, e un 40% da tre punti che per distacco è il miglior dato in postseason. olto Haliburton col 33%, gli altri del quintetto sono sopra il 40% con Nesmith, Nembhard e Siakam che tirano il 50, 48 e 46 rispettivamente. Inoltre il centro Myles Turner può allargare il gioco grazie alla sua mano e ai suoi buoni numeri al tiro che lo rendono un ulteriore arma tattica importante.
Indiana ha battuto gli avversari con una media di 8.5 nei punti in transizione, il miglior differenziale di tutta la postseason, davanti proprio a OKC con 8.1, quindi queste due squadre amano correre e sono il meglio nella categoria. Nonostante la difesa arcigna di OKC occhio quindi ai punteggi alti per Over sulle linee di scommessa sui punti totali e non è un caso che nelle 2 sfide di regular season abbiamo visto un doppio Over.
Le stelle: SGA contro Haliburton
Non c’è dubbio che sul poster che presenta queste Finals ci vadano Shai Gilgeous-Alexander per i Thunder e Tyrese Haliburton per i Pacers. SGA è l’MVP della stagione e della finale ad Ovest, è la guardia più completa dai tempi di Kobe Bryant e Michael Jordan, e va a caccia del bis MVP più titolo che manca dal 2015, quando fu Stephen Curry a farlo coi Golden State Warriors. Il canadese viaggia a 30 punti, 6 rimbalzi e 7 assist di media nei playoff, e ha accumulato 10 gare da 30 e 5 assist, alle spalle soltanto di Jordan e di LeBron James.
Nei 2 precedenti stagionali vinti da OKC sui Pacers, Gilgeous-Alexander ha segnato 45 punti nella vittoria a Indianapolis mentre nella seconda sfida a OKC ha firmato un altra straordinaria prova da 33 punti, quasi ordinaria amministrazione quest’anno per SGA.
Dall’altra parte Haliburton ha alzato il suo rendimento in postseason, viaggia a 19 punti, 6 rimbalzi e 10 assist di media, numeri tenuti solo da Jokic, da Magic Johnson e da Bob Cousy per andare alle Finals, e in finale a Est contro i Knicks ha messo a segno anche un impressionante tripla doppia anche se l’MVP dell’Est è andato a Pascal Siakam che sarà un valido aiuto per Tyrese, anche per la sua esperienza (Spicy-P ha già vinto l’anello a Toronto).
Haliburton non ha grandi precedenti contro la difesa di OKC perché nelle 4 gare delle ultime due stagioni Hali ha viaggiato a 12 punti di media contro OKC, la più bassa in assoluto contro un singolo avversario. Preoccupante il fatto che Indiana abbia avuto appena il 105.7 di Offensive Rating con Tyrese in campo contro i Thunder in questa stagione, che sarebbe nettamente il peggiore in NBA. In generale l’All Star è apparso piuttosto passivo e abulico, con appena 10 tiri tentati, e addirittura 0.5 liberi conquistati, senza contare i soli 8.5 assist, il quarto dato peggiore contro un singolo avversario nelle ultime 2 annate.

Fonte: Stats Muse
La sfida in panchina: il giovane Daigneault contro il veterano Carlisle
Sulla carta Indiana ha un vantaggio in panchina, in quanto coach Rick Carlisle ha molta più esperienza rispetto a Mark Daigneault. Carlisle, classe 1959, è uno dei decani della panchina NBA su cui siede dal 1989, ha giocato 2 Finals: nel 2000 era proprio assistente ai Pacers con Larry Bird, mentre nel 2011 ha portato al titolo i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki, il suo primo e unico anello, anche in quel caso partendo da sfavorito contro i Miami Heat di James, Wade e Bosh. Carlisle ha anche vinto da giocatore, nel 1986 coi Boston Celtics sempre di Larry Bird.
Dall’altra parte Mark Daigneault, classe 1985, originario del Massachussets, cresciuto all’interno della franchigia: capo allenatore coi Blue in G-League, un anno da vice di Billy Donovan ai Thunder (con cui aveva lavorato dal 2010 al 2014 a Florida University), e dal 2020 head coach dei Thunder dove ha fatto crescere il roster e tutti i giovani talenti arrivati dal Draft come Jalen Williams e Chet Holmgren; ora ha la grande chance di portare il titolo NBA a Oklahoma City e a Sam Presti, il geniale dirigente che ha costruito questo roster dopo aver già assemblato quello con Durant e soci che fece le Finals nel 2012.
Finale tra giovani con OKC e Indiana
I Thunder sono la seconda squadra più giovane ad arrivare alle Finals, 25.6 anni di media, dietro soltanto ai Portland Trail Blazers che vinsero il titolo nel 1977 con Bill Walton. OKC, che comunque avrà a disposizione 13 prime scelte nei prossimi 7 Draft e vincendo il titolo potrà eguagliare i grandi Chicago Bulls di Michael Jordan di metà anni ’90: infatti, sommando alle 68 vittorie della regular season le 16 dei playoff (quelle necessarie per la vittoria), i Thunder arriverebbero a 84, lo stesso numero complessivo dei Bulls del 1997 e dietro soltanto alle 87 dei Bulls del 1996, quelli della regular season da 72-10.
Dall’altra parte gli Indiana Pacers, numero 4 del tabellone dell’Est, potrebbero diventare la prima squadra a vincere il titolo con un seed fuori dalla Top 3, fatta eccezione per le squadre campionesse in carica. Infatti le uniche eccezioni nella storia sono gli Houston Rockets del 1994-95, che vinsero da n.6 il secondo anello in fila, e i Boston Celtics del 1968-69, anche loro n.4 a Est, che però centrarono l’11esimo campionato in 13 anni.
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