L’attesa è finita, torna la Ryder Cup, l’evento più importante nel mondo del golf, anche se a livello scommesse si tratta di un torneo particolare che si discosta molto dai canonici tornei su cui solitamente puntiamo, ma vediamo comunque l’analisi con tutto quello che c’è da sapere per i Pronostici Ryder Cup 2025.

Pronostici Ryder Cup 2025: come funziona lo storico torneo di golf?

Dopo due anni d’attesa dall’edizione di Roma, la Ryder Cup 2025 di golf torna, e questa volta si giocherà al Bethpage State Park Golf Course situato a Long Island, nello stato di New York, torneo speciale che come di consueto, vedrà affrontarsi i due team, U.S.A. e Europe, in una 3 giorni di formule di gioco affascinanti e imprevedibili.

Keagan Bradley e Luke Donald, rispettivamente capitani del team del nuovo e del vecchio continente, dovranno gestire i loro talenti in base al format che prevede una prima ed una seconda giornata con un doppio appuntamento: la mattina si giocano 4 foursome (gara a coppie in cui ci si alterna nei colpi dal tee alla buca) e il pomeriggio 4 fourball (formula sempre a squadre che prevede che entrambi i componenti della coppia giochino la propria pallina e, alla conclusione della buca, si scelga il risultato migliore). La domenica, invece, tutti i golfisti reclutati per l’evento sono chiamati a scendere in campo per i match play 1vs1.

Lo scorso anno al Marco Simone Golf & Country Club furono gli europei a vincere in casa. L’ultima volta che il team europeo ha vinto in trasferta risale al 2012, sui campi del Medinah Country Club in Illinois.

Le quote sono tutte per il Team USA @1.66 mentre la vittoria del Team Europe @2.75 e un Pareggio @13.00 volte la posta.

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Ryder Cup 2025: il Team USA

U.S.A.: Scottie Scheffler, Patrick Cantlay, Xander Schauffele, Sam Burns, Bryson DeChambeah, Harris English, Ben Griffin, Russell Henley, Collin Morikawa, Justin Thomas, J.J. Spaun, Cameron Young.

Il numero 1 al mondo, Scottie Scheffler, è il giocatore di punta, ha vinto sei tornei quest’anno (tra cui PGA Championship, Open Championship e Memorial). Il suo nome, però, è quello seriamente candidato a un 5/5, qualora Keegan Bradley decida di schierarlo in tutte le occasioni. Per Scheffler si tratta della 3° edizione di Ryder Cup mentre sono all’esordio JJ Spaun (partito da numero 117 del mondo, ha inanellato una serie impressionante di grandi risultati culminati nella vittoria allo US Open, che gli ha permesso di entrare per la prima volta nella top ten mondiale al #6, e conta anche un 2° al Players Championship), Russell Henley (vittoria all’Arnold Palmer, è dal taglio mancato al PGA Championship che a ogni partenza non esce dai 20, ha sfiorato le vittorie anche al Memorial, e al Travelers, top-10 nei majors di US Open e St. Andrews) e Ben Griffin (esploso quest’anno passando da #65 a #11 del ranking mondiale con la vittoria al Charles Schwab Challenge il secondo posto al Memorial e una grande costanza negli ultimi 5 tornei con T11-T9-T12-T10-2).

Anche Harry English ha fatto un grande balzo in stagione, dover partiva dal 75° posto del ranking mondiale, ma poi sono arrivate la vittoria al Farmers Insurance Open e i secondi posti al PGA Championship e all’Open Championship (a batterlo sempre Scheffler). Xander Schauffele quest’anno non ha vinto alcun torneo, ma rimane un giocatore di punta e importante per il Team USA, alla sua 3° Ryder Cup e nel 2021 fu uno dei principali protagonisti. 

3° Ryder anche per Bryson DeChambeau che è passato al LIV Golf (dove ha due vittorie all’attivo); è riuscito però a qualificarsi lo stesso in modo automatico in virtù della sequenza di risultati nei Major: quinto al Masters, secondo al PGA Championship, decimo all’Open Championship (ha mancato il taglio allo US Open). Sono invece 4 le Ryder Cup che andrà a giocare Justin Thomas con questa. JT, numero 5 del mondo, nel 2025 vanta una vittoria e due podi sul PGA Tour in un annata di ripresa dopo le difficoltà di 2023 e 2024 per il nativo del Kentucky che ha solo due tagli mancati (nei Major) in questa stagione.

Sembrava essersi un pò disperso Collin Morikawa che è tornato nel 2025 e si è meritato la conferma per la sua 3° Ryder Cup. In questa stagione i risultati importanti non sono mancati: terzo al Masters, quarto al PGA Championship, altri due secondi posti (di cui uno all’Arnold Palmer), anche se nelle ultime settimane non ha proprio brillato. Patrick Cantlay è un altro che aveva iniziato bene il 2025 con due quinti posti all’American Express e al Genesis Invitational, ma continuato senza grandi acuti vincenti anche se poi il secondo posto al Tour Championship finale ha convinto Bradley a chiamarlo per la sua 3° Ryder, anche perchè proprio a Farmingdale trovò uno dei migliori risultati della carriera, il terzo posto al PGA Championship 2019. Infine Sam Burns che gioca la sua 2° Ryder Cup anche se nel 2025 non ha riportato nessuna vittoria, ma tanti risultati e una grande costanza, se facciamo eccezione del periodo nero con tre tagli mancati consecutivamente tra Players, Valspar e Valero Texas Open.

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Ryder Cup 2025: il Team Europe

Europe: Rory McIlroy; Ludvig Aberg, Matt Fitzpatrick, Viktor Hovland, Tommy Fleetwood, Tyrrell Hatton, Rasmus Hojgaard, Robert MacIntyre, Shane Lowry, Jon Rahm, Sepp Straka, Justin Rose.

Rory McIlroy, numero 2 del mondo, non smette di stupire e si prepara alla sua 8° Ryder Cup in carriera, dopo un 2025 da ricordare, aperto dall’AT&T Pebble Beach Pro-Am e continuato col The Players prima e col Masters poi, per il completamento del Career Grand Slam, Rory non si è fermato nemmeno dopo questo grande risultato, continuando a giocare ad altissimi livelli (2° allo Scottish Open, 7° all’Open Championship) e vincendo l’Irish Open. Arriva al Bethpage Black in grande fiducia. Su questo percorso fu ottavo al PGA Championship 2019. Sarà lui il giocatore più rappresentativo del Team europeo, ma non mancano altri grandi nomi, pure d’esperienza, come Justin Rose che di Ryder con questa ne giocherà 7. L’inglese è letteralmente rinato quest’anno (secondo posto al Masters, terzo allo Scottish Open e la vittoria al FedEx St. Jude Championship).

Gioca la 2° Ryder invece Robert MacIntyre che ha giocato un ottima stagione, specialmente nel finale col secondo posto al BMW Championship che gli è valso per la prima volta l’ingresso nella top ten del ranking mondiale, e anche un 2° posto allo US Open davvero prestigioso. Nel 2023 a Roma era stato tra i migliori. Tommy Fleetwood gioca la sua 4° Ryder Cup ed arriva da un altro anno ad alti livelli con la ciliegina sulla torta: la vittoria del Tour Championship, l’evento che ha portato nelle sue tasche 10 milioni di dollari insieme ala FedEx Cup. E’ salito al #7 del ranking mondiale.

Protagonisti altre stelle inglesi come Matt Fitzpatrick (4a Ryder Cup) che era sprofondato fino al 85° posto del ranking mondiale per poi risorgere con i rendimenti a PGA Championship e Scottish Open, oltre ad una grande costanza nelle ultime 9 partenze in cui ha portato a casa sette piazzamenti in top ten. C’è anche Tyrrell Hatton (pure lui alla 4° Ryder) che è passato al LIV dove ha incassato 3 top-10, ma anche la vittoria del Dubai Desert Classic al DP, un quarto al major dello US Open e un quinto al BMW PGA Championship di Wentworth che gli hanno permesso di rimanere tra i migliori 25 giocatori al mondo.

Se due anni fa a Roma c’era il fratello Nicolai, quest’anno è Rasmus Hojgaard ad essere chiamato nel team europeo per la sua prima presenza in questo storico torneo e lo fa dopo una stagione che non è stata delle sue migliori, ma sufficiente per garantirgli la qualificazione attraverso la lista punti europea da quinto. Inoltre nelle ultime settimane è cresciuto molto con due secondi posti al Danish Golf Championship e all’European Masters assieme al 13° al British Masters. E’ l’unico esordiente del team del vecchio continente, mentre Sepp Straka è alla 2° Ryder, dopo una stagione di gran qualità per l’austriaco, passato al PGA dove ha subito messo a segno 2 vittorie (all’American Express e al Truist) a cui aggiungere quattro top ten. Vero che non ha brillato nei Major (ha mancato il taglio in tre su quattro), ma in questa competizione potrebbe essere utile.

Sarà utile anche l’esperto Shane Lowry (3° Ryder Cup) che al PGA ha chiuso secondo a Pebble Beach, settimo all’Arnold Palmer e ottavo al Valspar Championship a inizio anno, ha continuato bene con il 2° posto al Truist Championship ma poi si è un pò perso, anche se non ha quasi mai mancato un taglio, sbagliando però 2 major. Due anni fa a Roma si presentava come il maggior talento in ascesa nel mondo del golf, per alcuni il prossimo Tiger Woods, e invece nel 2025 Ludvig Aberg ha faticato moltissimo e, dopo aver vinto il Genesis Invitational, è incappato in una serie di risultati negativi che lo hanno spedito nell’anonimato per qualche settimana, fino alla recente ripresa con tre top ten su quattro tra Scottish Open e BMW Championship.

Anche Viktor Hovland deve ringraziare le ultime settimane se giocherà la sua 3° Ryder in carriera. Dopo un inizio di anno difficile, il norvegese è riuscito a vincere il Valspar Championship e a chiudere al terzo posto allo US Open, ma poi è tornato a calare in un 2025 di alti e bassi. Di recente ha chiuso al 5° posto a Wentworth e forse per la Ryder avremo un Hovland up. Infine Jon Rahm alla sua 4° presenza. Questa è la chiamata che ha generato più discussioni, con lo spagnolo ex numero 1 al mondo, e vincitore di major, che è passato al LIV e da allora si è perso. Nel 2025 ha chiuso quasi sempre in top-10, ma non è mai riuscito a vincere, ma Luke Donald ha voluto comunque puntare su di lui. Chissà che proprio a Bethpage non si riprenderà.

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Il tracciato di Bethpage Black Course ai raggi X

Disegnato da Joseph H. Burbeck e realizzato con la collaborazione dell’architetto Albert Warren “Tillie” Tillinghast, il Black Course del Bethpage State Park si trova a Long Island, New York. Ecco le 18 buche del percorso che ci attende per la prossima edizione della Ryder Cup:

Buca 1, par 4, 393 metri. Tee shot sopraelevato, qui si arriva quasi sempre in fairway col primo colpo.

Buca 2, par 4, 356 metri. Anche qui tee shot alto ma attenzione che al PGA Championship del 2019 ci sono stati 91 bogey su questa buca con un green protetto da due bunker.

Buca 3, par 3, 210 metri. Primo par 3 del percorso, il tee shot non è piazzato davanti al green stesso, bensì con un’inclinazione verso sinistra che, complici anche i due bunker a sinistra del green stesso, rende la valutazione del primo colpo fondamentale.

Buca 4, par 5, 473 metri. Primo par 5 anche se abbastanza corto, dal tee shot si può arrivare un po’ ovunque tra la parte più centrale del fairway e quella più vicina al limite del rough, e poi il green è protetto da alcuni bunker pericolosi. Teoricamente si può anche arrivare sul green in due, ma con vento favorevole.

Buca 5, par 4, 437 metri. Bisogna superare i bunker dal tee shot per arrivare in fairway. Il green è piccolo, sopraelevato e anche con bunker ovunque attorno.

Buca 6, par 4, 373 metri. Buca parzialmente in discesa, nella quale si arriva a un green stretto nel quale la percentuale di birdie o migliori è del 9% dai 4,5 ai 9 metri, del 47% da meno di 4,5 metri.

Buca 7, par 4, 479 metri. Servono due lunghi colpi per arrivare fino in green (non a caso solo 46% di green in regulation).

Buca 8, par 3, 192 metri. Tee shot da posizione sopraelevata, c’è un laghetto prima del green.

Buca 9, par 4, 421 metri. Se si colpisce il fairway (e accade nell’80% dei casi), dal tee shot, pochi problemi. Se non si colpisce, però, questa buca è la più penalizzante del percorso. Qui il tasso di green in regulation è del 52%. Due i bunker davanti al green.

Buca 10, par 4, 459 metri. Tante trappole qui e là. Andare a sinistra con il tee shot vuol dire rischiare di prendere bunker o l’erbaccia. Green piuttosto piatto, ma difeso da due bunker e da un avvallamento che crea problemi se non si è precisi.

Buca 11, par 4, 398 metri. Tee shot cieco dove è piuttosto facile sbagliare. Ancora più punitive sono le parti a sinistra del green, con le quali il rischio di perdere un colpo è particolarmente elevato. 

Buca 12, par 4, 471 metri. Il più difficile tra tutti i colpi d’apertura del percorso, ma anche un green particolarmente ondulato rendono questa buca difficile da battere, sono pochissimi i birdie qui (6% al PGA Championship 2019).

Buca 13, par 5, 556 metri. La buca più lunga del percorso ma si può arrivare al green in due colpi, anche se è molto difficile. Serie di tre bunker prima del green che rimane però attaccabilissimo con poche pendenze.

Buca 14, par 3, 147 metri. Di contro la buca più corta del percorso, contraria alla 13 anche nel green sia per le pendenze che per i bunker davanti.

Buca 15, par 4, 443 metri. La buca più difficile del percorso con tre bunker attorno al green e gli ultimi 165 metri sono tutti in salita; mancare il fairway al primo colpo è sentenza di condanna almeno per un bogey che qui vediamo nel 40% dei casi.

Buca 16, par 4, 449 metri. 20 metri di dislivello dal tee shot al fairway; il green è di nuovo verso destra con tre bunker a proteggerlo. Il rischio di centrare i bunker è molto elevato e questa buca è da 45% di green in regulation.

Buca 17, par 3, 189 metri. Qui abbiamo un green largo 40 metri circondato da bunker molto profondi. 

Buca 18, par 4, 376 metri. Tra le poche buche con vere opportunità di birdie sul Black Course con un layout dritto e un green protetto dai bunker, ma anche facilmente attaccabile. L’ultima buca, dal 1985, è stata raggiunta nel 38,7% dei casi.

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