Continuiamo la nostra serie di articoli di analisi stagionali e scommesse antepost sulla stagione 2026-2027 di Basket NBA al via in questi giorni. Andiamo a vedere gli ultimi aggiornamenti delle quote antepost con i consigli per la vittoria finale del titolo, e anche le linee Over-Under sulle vittorie in regular season. Antepost NBA 26-27.
Antepost NBA 26-27: è sempre testa a testa OKC – Spurs
Ovviamente poco è cambiato da fine settembre, nella nostra anteprima stagionale, per quanto riguarda le quote antepost per la vittoria finale della NBA 2026-2027 al via in questi giorni, ma da allora abbiamo potuto vedere qualche match di pre-season e farci anche un idea più adeguata dopo aver approfondito le varie squadre e i roster a loro disposizione.
Il duo di testa rimane formato da OKC Thunder @3.60 e San Antonio Spurs @3.70 molto vicini, in quello che è uno scontro di Western Conference già andato in scena l’anno passato, quando però a trionfare furono i New York Knicks @10.00 che da Est si ritrovano però dietro ai Philadelphia 76ers @9.50 con l’arrivo di LeBron.
Quote Antepost sulle Conference
Passiamo alle ultime quote disponibili per quanto riguarda le Conference e ovviamente queste lavagne riflettono abbastanza quella appena vista per l’anello anche se non mancano delle variazioni.
Per esempio in Eastern Conference sono i Knicks @4.50 ad essere favoriti, nonostante i campioni in carica siano dietro ai Sixers nella lavagna principale per la vittoria finale dell’anello. Qui i 76ers @4.75 sono comunque molto vicini ai Sixers, e anche i Celtics @6.00 non sono da sottovalutare, mentre con i Cavaliers @10.00 e i Pistons @10.00 si sale in doppia cifra.
In Western Conference c’è un altro testa a testa netto, e si ripropone infatti il duello tra Thunder @2.35 e Spurs @2.55, anche se qui le gerarchie della lavagna principale sono rispettate, con OKC che rimane avanti, seppur di molto poco, a San Antonio. Il salto col 3° è netto visto che troviamo i Timberwolves @13.00 volte la posta, poi arrivano i Nuggets @15.00, i Rockets @16.00 e solo allora troviamo i Lakers @21.00 di Luka Doncic, per non parlare dei Warriors @36.00 di Steph Curry.
Over-Under vittorie stagionali: le linee di tutte le squadre
Vediamo le linee Over-Under sulle vittorie in regular season, dai Thunder e dagli Spurs, accreditati di oltre 61 vittorie, ai Kings, fermi a poco più di 21. I Knicks, campioni in carica, si attestano su una cifra leggermente inferiore ad OKC e SA, pari a oltre 52 vittorie. Nelle ultime 2 stagioni sono sempre stati i Thunder a vincere il maggior numero di partite in regular season, con un record di 64-18 lo scorso anno e di 68-14 l’anno prima
A livello statistico i Warriors detengono il record NBA per il maggior numero di vittorie in una stagione regolare, avendo chiuso con un bilancio di 73-9 nel 2015-16. Per questa stagione a Golden State sono richieste almeno 41 vittorie. Solo due squadre nella storia della NBA hanno vinto almeno 70 partite in una stagione regolare: i Bulls del 1995-96 (72-10) e i Warriors del 2015-16 (73-9), ma rispetto a Golden State, anche quest’anno a Chicago è attesa una stagione negativa, con una proposta di 27.5 vittorie stagionali
I 76ers hanno registrato il minor numero di vittorie in una stagione NBA completa da 82 partite, chiudendo con un bilancio di 9-73 nel 1972-73, ma quest’anno l’attesa è di ben altro tipo, con Philadelphia prevista a 51 vittorie con gli arrivi di James e Brown. Molto minore l’impatto di Giannis a Miami, con gli Heat attestati sulle 47 vittorie stagionali.
LINEE VITTORIE REGULAR SEASON
Vediamo tutte le linee delle squadre, divise per Division, con la richiesta minima per Over. Ad East l’Atlantic dovrebbe essere la division più competitiva e che produrrà più vittorie. A Ovest la division più combattuta è la Pacific, ma al ribasso visto che i Rockets sono i migliori con “sole” 47 vittorie attese per la prossima stagione.
SOUTHEAST
Heat 47+
Magic 44+
Hawks 43+
Hornets 39+
Wizards 36+
ATLANTIC
Knicks 52+
76ers 51+
Celtics 51+
Raptors 46+
Nets 24+
CENTRAL
Pistons 49+
Cavaliers 48
Pacers 44+
Bulls 28+
Bucks 25+
SOUTHWEST
Spurs 61+
Suns 41+
Mavericks 35+
Grizzlies 29+
Pelicans 27+
NORTHWEST
Thunder 61+
Nuggets 49+
Timberwolves 48+
Trail Blazers 42+
Jazz 36+
PACIFIC
Rockets 47+
Lakers 45+
Kings 21+
Warriors 41+
Clippers 26+

Antepost NBA 26-27
Power Ranking NBA 26-27: le squadre di fascia alta
Sta per iniziare una stagione 2026-2027 di Basket NBA con tanti cambiamenti, e mai come oggi è importante un Power Ranking che ci dia un idea della forza e delle potenzialità di entrambe le squadre in prospettiva. Giannis Antetokounmpo è a Miami; Jaylen Brown è a Philadelphia assieme a LeBron James; Ja Morant (in modo piuttosto sorprendente) è a Portland; Kawhi Leonard è tornato a Toronto; LaMelo Ball unisce le forze con Anthony Edwards nel reparto esterni di Minnesota. Ecco le novità più eclatanti, e vediamo come impatteranno sul power ranking. Ora che abbiamo anche le linee sulle vittorie Over-Under vi daremo una proiezione su quello che ci aspettiamo, così da capire dove è più favorevole puntare su questo genere di mercato
#1. Oklahoma City Thunder
Proiezione: 61 wins
I Thunder hanno probabilmente, il roster più profondo dell’intera NBA, nonostante l’addio di tre giocatori di rotazione che hanno contribuito alla conquista del titolo (Luguentz Dort, Isaiah Joe e Aaron Wiggins). Il supporting cast di Shai Gilgeous-Alexander (due volte MVP) è ricco di talento con Chet Holmgren e Jalen Williams, entrambi inseriti negli All-NBA Team, oltre a Cason Wallace, Ajay Mitchell e Jared McCain. I rookie scelti al primo giro sono Aday Mara e Bennett Stirtz e hanno destato un’ottima impressione durante la preseason. Il punto di forza principale: nelle ultime due stagioni, Oklahoma City ha fatto registrare la miglior difesa della lega. L’addio di Dort pesa, ma i Thunder possono ancora contare su tre giocatori recentemente inseriti negli All-Defensive Team (Wallace, Williams e Alex Caruso). Il punto debole principale: il rimbalzo è l’aspetto più critico per Oklahoma City, che nella scorsa stagione si è piazzata al 22° posto nella lega con una percentuale di rimbalzi catturati del 49,0%.
#2. San Antonio Spurs
Proiezione: 60 wins
San Antonio sta sperimentando quintetti che schierano contemporaneamente tre guardie, De’Aaron Fox, Dylan Harper e Stephon Castle. Victor Wembanyama rappresenta il perno attorno a cui ruota ogni possibile innovazione degli Spurs; l’anno scorso gli Spurs hanno registrato un “net rating” di +17,0 con Wemby in campo. Il punto di forza maggiore: Fox, Harper e Castle costituiscono probabilmente il trio di esterni più talentuoso della lega, e il roster è molto profondo. Per esempio la panchina potrebbe contare su giocatori del calibro di Julian Champagnie – che la scorsa stagione ha stabilito il record di franchigia per triple realizzate – e Keldon Johnson, vincitore del premio di “Sesto uomo dell’anno” NBA. Il punto debole maggiore: Al di là di Wembanyama, del nuovo arrivato Tobias Harris (ingaggiato come free agent) e del centro di riserva Luke Kornet, San Antonio presenta una rotazione piuttosto corta nel reparto lunghi, anche se Tarris Reed Jr., scelto al primo giro del draft, ha mostrato buone cose durante il ritiro e la preseason.
#3. New York Knicks
Proiezione: 52 wins
Dopo aver interrotto un digiuno lungo 53 anni, come risponderanno i Knicks nella nuova stagione da campioni in carica? Le situazioni contrattuali di due giocatori chiave, Karl-Anthony Towns e Josh Hart, unite a una concorrenza sempre più agguerrita nella Eastern Conference, portano a chiedersi se i Knicks riusciranno a confermarsi. Le statistiche sembrano dire di sì: nei playoff, i Knicks hanno registrato un differenziale di +14,9 punti, il valore più alto mai ottenuto da una squadra campione nella storia dell’NBA. Sei delle sette squadre che in passato hanno guidato questa statistica si sono riconfermate campioni la stagione successiva. Il punto di forza principale: Jalen Brunson si è affermato come uno dei leader più solidi dell’intera NBA e tra i più affidabili nei momenti decisivi. Il punto debole principale: la profondità nel reparto lunghi con l’addio di Mitchell Robinson, passato a Boston, che rappresenta una grave perdita per la protezione del ferro e per la capacità di catturare rimbalzi offensivi. Coach Mike Brown schiererà OG Anunoby nel ruolo di centro in assetto small-ball e Andre Drummond ha caratteristiche molto diverse da Robinson.
#4. Philadelphia 76ers
Proiezione: 48 wins
Grande attesa a Philadelphia con gli arrivi di LeBron James e Jaylen Brown che si uniscono a Joel Embiid, Tyrese Maxey e VJ Edgecombe per un talento davvero massimo, che è anche il grande punto di forza dei 76ers quest’anno dove possono contare su uno dei migliori quintetti base della lega. Brown è reduce dalla miglior stagione della sua carriera con i Boston Celtics, chiusa con una media di 29 punti, 7 rimbalzi e 5 assist a partita. L’anno scorso, Maxey si è piazzato quinto nella classifica dei marcatori della lega (28,3 punti di media) ed è stato convocato all’All-Star Game in due delle ultime tre stagioni. Edgecombe, da rookie ventenne, ha registrato una media di 16,0 punti, 5,6 rimbalzi e 4,2 assist. Embiid, quando è in salute, resta una forza offensiva devastante. E James, nonostante i 41 anni, è reduce dall’ennesima stagione convincente. Il punto debole principale: L’intesa di squadra. In questa stagione, i Sixers hanno inserito in organico nove nuovi giocatori e il lavoro di coach Nick Nurse non sarà semplice all’inizio. Una partenza a rilento potrebbe creare subito frizioni interne ed esterne, attivando un domino che potrebbe portare Philadelphia a fare molto meno di quanto atteso. Per noi sono la prima squadra nettamente da Under sulle vittorie totali, con linea già scesa a 50.5 ma ancora giocabile per Under.
#5. Minnesota Timberwolves
Proiezione: 48 wins
Che intesa ci sarà tra Anthony Edwards e LaMelo Ball? Sulla carta i due formano una delle coppie di guardie più spettacolari e coinvolgenti viste nella NBA recente, ma come si troveranno realmente in campo? Riuscirà Edwards, che a 25 anni sta entrando nel pieno della maturità, a cedere la gestione dell’attacco a un playmaker puro come Ball? La scorsa stagione, Ball ha registrato una media di 20,1 punti, 7,1 assist e 3,8 triple realizzate in soli 28,0 minuti a partita. Ha inoltre disputato 72 incontri, di cui 56 consecutivi nel finale di stagione. Sebbene Edwards rimanga il principale realizzatore di Minnesota, Ball dovrebbe ricoprire un ruolo chiave nella creazione di gioco. Il punto di forza di Minnesota è comunque una squadra di talento perchè oltre alle due stelle principali c’è Jaden McDaniels, forse il giocatore più sottovalutato dei Timberwolves che affiancano a lui nel quintetto base Jonathan Kuminga, un altro atleta esplosivo nel pieno della maturità, mentre Rudy Gobert – che a 34 anni resta un punto fermo – agisce come protettore del ferro. Il punto debole: un reparto lunghi indebolito negli scontri che contano davvero. Avversari come Victor Wembanyama, Nikola Jokic o il duo formato da Isaiah Hartenstein e Chet Holmgren rappresentano banchi di prova fondamentali nei playoff che i Timberwolves dovranno superare. Lo scorso aprile, Gobert ha difeso bene su Jokic, ma ha sofferto contro Wembanyama. Per arrivare a Ball, la squadra ha dovuto sacrificare Julius Randle e Naz Reid, perdendo così una delle rotazioni di lunghi più profonde della lega. L’arrivo di Kuminga – un vero affare a 6 milioni di dollari – potrebbe non bastare.
#6. Boston Celtics
Proiezione: 52 wins
I Celtics hanno preso la decisione di scambiare Jaylen Brown, e ovviamente questo impatterà sulla stagione di Boston. Parliamo infatti dell’MVP delle Finals 2024 anche se sono arrivati Paul George e Mitchell Robinson a dar manforte a Jayson Tatum che spera di tornare ai suoi massimi livelli ora che sono trascorsi 18 mesi dalla rottura del tendine d’Achille e lo spera anche coach Joe Mazzulla. Il punto di forza principale: il tiro da tre punti. Nonostante i centri Neemias Queta e Mitchell Robinson non siano tiratori, Boston dovrebbe poter contare ancora una volta su un’ottima spaziatura del campo e su un sistema offensivo capace di generare una pioggia di conclusioni dall’arco. Dopo aver chiuso la stagione 2025-26 al quarto posto per numero di tentativi da tre punti, i Celtics potrebbero scalare ulteriormente la classifica, trascinati da una coppia di grandi tiratori come Tatum e George. Tra i tiratori affidabili a disposizione di Mazzulla figurano anche Payton Pritchard, Baylor Scheierman e Sam Hauser. Il punto debole principale: la capacità di guadagnarsi tiri liberi. Dopo aver chiuso all’ultimo posto per numero di tiri liberi tentati nella stagione 2025-26, Boston deve trovare nuove soluzioni per andare in lunetta. Le cose potrebbero invece peggiorare senza Brown che lo scorso anno era quinto in tutta la lega per tiri liberi tentati. Boston rimane però sempre un top-team con Mazzulla che ha instillato una mentalità vincente: in ognuna delle quattro stagioni di Mazzulla come allenatore di Boston, i Celtics si sono piazzati nella top 5 della lega sia per efficienza offensiva che difensiva.
#7. Detroit Pistons
Proiezione: 50 wins
L’anno scorso ha raggiunto il livello dei candidati MVP grazie alla migliore stagione della sua carriera e al suo 6° anno ci si chiede se Cade Cunningham abbia ancora margini di crescita. La stella dei Pistons ha dichiarato che in molti continuano a sottovalutare Detroit, noi no. Perdere giocatori come Isaiah Stewart e Tobias Harris non è cosa da poco, ma la continuità rimane un punto di forza dei Pistons che hanno mantenuto l’asse principale con Cunningham, Ausar Thompson e Jalen Duren. I Pistons cercheranno di confermarsi tra le prime tre difese della lega grazie al sistema di coach J.B. Bickerstaff. Il punto debole principale: forse Cunningham è troppo solo e nelle partite importanti gli viene chiesto troppo. La dirigenza non ha compiuto mosse eclatanti per risolvere questo problema, che in regular season non sarà un vero problema, ma lo diventa ai playoffs quando le partite pesano. La squadra comunque durante la offseason, i Pistons hanno ingaggiato il ventottenne John Collins per sostituire il trentaquattrenne Tobias Harris nel ruolo di ala grande titolare. Rispetto ad Harris, arrivati a questo punto delle rispettive carriere, Collins è un miglioramento, almeno sulla carta.
#8. Denver Nuggets
Proiezione: 49 wins
Dopo tre eliminazioni premature consecutive ai playoff, cresce la pressione su Denver affinché offra a Nikola Jokic – candidato perenne all’MVP – un’altra concreta opportunità di puntare al titolo. Il punto di forza principale: L’esperienza e la continuità del trio che ha trascinato Denver al titolo nel 2023: Jokic, Jamal Murray e Aaron Gordon. Quando questi tre scendono in campo insieme, Denver vanta un bilancio di 125 vittorie e 51 sconfitte in regular season (una percentuale di successo del 71,0%). Nella scorsa stagione hanno registrato un record di 20-6. Il punto debole principale: con il passare delle stagioni, la profondità del roster si è progressivamente ridotta a causa dei vincoli economici che hanno limitato le possibilità di costruzione della squadra. Durante questa offseason, la perdita più significativa è stata quella di Peyton Watson. L’anno scorso, la squadra ha registrato un eccellente net rating di +10,8 con Jokic in campo, che è crollato a -6,5 quando lui era fuori dal parquet. Ci sarà un realizzatore puro in più: la scorsa stagione, con i Kings, DeMar DeRozan ha registrato una media di 18,4 punti e 4,1 assist a partita, ma a Denver dovrebbe partire dalla panchina. Avrà comunque modo di segnare giocando con la seconda unità, sebbene il suo minutaggio possa ridursi.
#9. Cleveland Cavaliers
Proiezione: 48 wins
Durante la pausa estiva, i Cavs hanno preso due decisioni importanti, il cui esito definirà in gran parte l’andamento della stagione. Avrebbero potuto tentare il colpo grosso, inserendosi nella corsa per Giannis Antetokounmpo o Jaylen Brown, ma un’operazione del genere avrebbe probabilmente richiesto il sacrificio di Evan Mobley. La dirigenza, tuttavia, continua a credere fermamente in lui, nonostante una stagione passata leggermente al di sotto delle aspettative. L’altra mossa chiave è stata l’acquisizione di Peyton Watson, che ha comportato una serie di scambi onerosi e manovre per ridurre il monte salari. Il punto di forza: i Cavs possono contare su quattro titolari che sono stati convocati all’All-Star Game (Mobley, Jarrett Allen, James Harden e Donovan Mitchell), oltre a Watson. Il punto debole: per arrivare a Watson e rientrare nel tetto salariale, Cleveland ha dovuto svuotare la propria panchina. Attualmente, la squadra è tra le meno profonde della lega e dipende dalla crescita dei giovani selezionati negli ultimi draft — Jaylon Tyson, Tyrese Proctor e Meleek Thomas — chiamati a ricoprire i ruoli rimasti scoperti. La difesa dei Cavaliers è scesa al 15° posto nella scorsa stagione dopo quattro annate consecutive tra le migliori 10. Uno dei principali responsabili è stato il tiro da tre punti: gli avversari hanno infatti messo a segno 14,2 triple a partita, il quinto dato più alto dell’intera lega.
#10. Houston Rockets
Proiezione: 47 wins
I Rockets appaiono migliori sul piano offensivo con il ritorno di Fred VanVleet alla regia a creare gioco per Kevin Durant che lo scorso anno è stato chiamato a contribuire alla creazione del gioco in assenza di VanVleet, un ruolo per KD non naturale. Prima di saltare l’intera scorsa stagione a causa della rottura del legamento crociato anteriore (ACL), VanVleet ha registrato una media di 5,6 assist, 1,6 palle rubate e 2,7 triple a partita. Il punto di forza maggiore: i rimbalzi offensivi, statistiche che Houston ha vinto nelle ultime 2 stagioni con lunghi come Alperen Sengun, Jabari Smith Jr e Steven Adams, con anche Amen Thompson che può dare un contributo in questo senso. Nella scorsa stagione i Rockets hanno guidato l’intera NBA catturando il 37,4% dei propri tiri sbagliati. Il punto debole maggiore: la scorsa stagione, Houston è stata tra le peggiori della lega per numero di palle perse (15,4 a partita). I Rockets hanno dilapidato vantaggi in doppia cifra in 18 delle 32 sconfitte subite durante la stagione regolare. Proprio il ritorno di VanVleet, diventato un punto focale nella off-season di Houston, dovrebbe aiutare a risolvere, almeno in parte, il problema delle palle perse.
#11. Los Angeles Lakers
Proiezione: 45 wins
Con la partenza di LeBron ad LA inizia la vera e propria era di Luka Doncic. La sua prima mezza stagione con la squadra è stata interlocutoria: era arrivato a Los Angeles fuori forma a causa di uno stiramento al polpaccio e disorientato dallo scambio che lo aveva portato lì. La scorsa stagione è andata decisamente meglio, con Doncic che ha guidato la lega per punti segnati, ma un infortunio al bicipite femorale ad aprile ha infranto ogni speranza di un cammino nei playoff. Il punto di forza principale: l’attacco. I 33,5 punti a partita di Doncic hanno permesso ai Lakers di raggiungere il decimo posto nella lega per efficienza offensiva, con una media di 117,0 punti ogni 100 possessi. Coach JJ Redick si aspetta che questo rendimento prosegua. Austin Reaves, reduce dalla sua miglior stagione in carriera con 23,3 punti a partita, torna a ricoprire il ruolo di spalla di Doncic, mentre sotto canestro la squadra può contare sulla stazza di Walker Kessler che ha registrato una media di 12,2 rimbalzi e 2,4 stoppate, con una percentuale al tiro dal campo del 66,3%. Questi numeri, maturati nell’arco di 58 partite, offrono un quadro più preciso del suo potenziale rispetto al campione limitato di sole cinque gare della stagione precedente. Giocare al fianco di Doncic dovrebbe inoltre favorire una maggiore efficienza. Il punto debole principale: la difesa. La scorsa stagione, Los Angeles si è attestata al di sotto della media in fase difensiva. Nonostante l’ottimo finale di stagione, che ha visto la squadra registrare un bilancio di 16 vittorie e 2 sconfitte, i Lakers hanno chiuso al ventesimo posto nella NBA per efficienza difensiva. Qui entra in gioco Kessler: con una media in carriera di 5,9 rimbalzi difensivi e 2,4 stoppate a partita, il suo contributo sarà fondamentale per blindare l’area. In ogni caso il mix ottimo attacco, pessima difesa, potrebbe trasformare i Lakers in una delle migliori squadre da Over sui punti totali quest’anno, un aspetto da appuntarsi per gli scommettitori. Il supporting cast conta nomi come Ziaire Williams, Jake LaRavia e Matisse Thybulle, e in particolare quest’ultimo potrebbe diventare un arma importante dalla panchina per i gialloviola, grazie alla sua capacità di offrire una difesa perimetrale tenace e di convertire i tiri da tre punti aperti (41% in 45 partite nelle ultime due stagioni) che nascono dagli assist di Doncic.
#12. Toronto Raptors
Proiezione: 45 wins
Kawhi Leonard torna a Toronto dove ha vinto il titolo nel 2019, anche se si presenta con molti anni in più sulle spalle e come giocatore soggetto ad infortuni, oltre alla storiaccia con i Clippers che lo ha certamente appesantito a livello mentale. Il punto di forza maggiore: la difesa. Lo scorso anno i Raptors hanno tenuto un defensive rating di 113.0, il quinto migliore della lega e con un Leonard in più, se tutti rimarranno in salute, anche quest’anno i Raptors saranno difficili da superare con la loro difesa grazie alla combinazione di Scottie Barnes e Leonard. Il punto debole maggiore: la condizione fisica di Leonard resta sempre un’incognita e ci sono anche dubbi sull’attacco. La scorsa stagione, Toronto si è piazzata nelle retrovie della lega per triple realizzate (11,3 a partita, 25° posto). Se i Lakers offrono sulla carta una combinazione ottima per partite da alti punteggi, l’ottima difesa ma i dubbi offensivi, rendono i canadesi una possibile squadra da partite a bassi ritmi e punteggi, per Under sui punti totali ma per noi sono da Under sulle vittorie stagionali, a 47 non ci arrivano.
#13. Indiana Pacers
Proiezione: 42 wins
Altra squadra da Under, in questo caso su una linea di 44.5 vittorie in regular season anche se parliamo di una squadra chiamata ad un grande miglioramento rispetto allo scorso anno di crollo dopo le Finals raggiunte l’anno prima. Ovviamente tutto gira intorno al rientro e alle condizioni di Tyrese Haliburton dopo la rottura del tendine d’Achille. Ha avuto 16 mesi per guarire dall’infortunio e da aprile partecipa a partite 5 contro 5. Tuttavia, come ha dimostrato il suo debutto nel precampionato, ci sono ancora alcuni dettagli da limare. Il punto di forza maggiore: coach Rick Carlisle che rimane uno dei migliori allenatori della lega. Il punto debole principale: i dubbi sulla difesa. Lo scorso anno è stato un incubo, ora con Ivica Zubac a presidiare l’area al posto di Myles Turner ci potrebbe essere un miglioramento, e anche i pick-and-roll tra Haliburton e Zubac potrebbero diventare incisivi in attacco. Nonostante l’assenza di Haliburton, i Pacers hanno chiuso al 12° posto nella NBA per numero di assist (27,7 di media a partita); nelle due annate precedenti, invece, avevano ottenuto rispettivamente il terzo (29,2) e il primo posto (30,8). Con il rientro di Haliburton al timone del sistema offensivo basato sul movimento palla voluto da coach Carlisle, i Pacers dovrebbero tornare ai vertici della lega in questa statistica.
#14. Miami Heat
Proiezione: 46 wins
L’arrivo di Giannis Antetokounmpo è il grande colpo per Miami ma ci si interroga sulla profondità del roster attorno al greco. L’aquisto di Antetokounmpo è stata la mossa più importante della offseason; tuttavia, gli Heat hanno forse ceduto troppo per arrivare a lui, rischiando di imbattersi nello stesso problema che ha dovuto affrontare Milwaukee nel tentativo di costruire una squadra competitiva attorno a lui. Il punto di forza principale: la difesa. Gli Heat, che la scorsa stagione si sono classificati al 13° posto per efficienza difensiva, potrebbero contare su un reparto d’élite, con Antetokounmpo e Bam Adebayo nel frontcourt, affiancati da Andrew Wiggins e Davion Mitchell sul perimetro. Il punto debole principale: la creazione di gioco e la profondità del roster. Nell’operazione che ha portato Antetokounmpo a Miami, gli Heat hanno sacrificato Tyler Herro, perdendo inoltre Norman Powell durante la free agency. Si tratta di una lacuna significativa in termini di produzione offensiva e capacità di creare gioco. Antetokounmpo dovrà farsi carico di parte di questo lavoro. Miami ha comunque agito bene inserendo Tim Hardaway Jr. e Klay Thompson per arricchire il roster di tiratori e non è un caso visto che la presenza di Antetokounmpo tra le file degli Heat alza il potenziale di tutti i tiratori da tre punti del roster. Antetokounmpo è uno dei giocatori in grado di condizionare maggiormente le difese avversarie nell’intera NBA; costringe infatti gli avversari a “erigere un muro” per impedirgli di arrivare al ferro e concludere a canestro. Quando gli avversari abbandonano i propri marcatori per provare a rallentare Antetokounmpo, lui si dimostra abilissimo nel servire il compagno libero. Aspettatevi che, giocando al fianco di Antetokounmpo in questa stagione, i tiratori degli Heat facciano registrare volumi ed efficienza nel tiro da tre punti superiori ai loro standard abituali.
#15. Atlanta Hawks
Proiezione: 42 wins
Gli Hawks riusciranno a compiere un ulteriore salto di qualità verso una reale competitività? Nickeil Alexander-Walker è stato premiato come giocatore più migliorato della NBA (Most Improved Player), mentre Jalen Johnson è stato convocato all’All-Star Game. Se Johnson riuscirà a restare in salute (nelle ultime tre stagioni ha saltato complessivamente 82 partite) e a continuare il suo percorso di crescita, gli Hawks potrebbero inserirsi tra le prime quattro squadre della Eastern Conference. Il punto di forza principale: la difesa. Gli Hawks possono contare su una difesa perimetrale d’élite grazie a Dyson Daniels (inserito nei migliori quintetti difensivi negli ultimi due anni) e al nuovo arrivato Luguentz Dort. Atlanta parte già da un ottima base visto che la scorsa stagione si è classificata nona per efficienza difensiva, ha chiuso al terzo posto sia per punti segnati su palle perse dagli avversari che per punti in contropiede; con l’innesto di Dort, questi numeri potrebbero migliorare ulteriormente. Dopo l’All-Star Game, gli Hawks hanno concesso solo 108,6 punti ogni 100 possessi, classificandosi secondi nella NBA in quel periodo, dietro solo ad OKC. Il punto debole principale: la protezione del ferro. Dopo la cessione di Kristaps Porzingis la scorsa stagione, alla squadra manca un punto di riferimento sotto canestro. Onyeka Okongwu paga troppo fisicamente e come centimetri, e la sua riserva, il veterano Jock Landale, non ha mai superato la media di una stoppata a partita. Inoltre, Atlanta sta affidando molte responsabilità nella creazione di gioco a Daniels e al rookie Kingston Flemings. Eventuali infortuni, sia nel reparto lunghi che tra gli esterni, metterebbero a dura prova una rotazione già piuttosto corta.
#16. Orlando Magic
Proiezione: 43 wins
Dopo aver sprecato un vantaggio di 3-1 nella serie di playoff contro i Pistons la scorsa stagione, i Magic hanno esonerato coach Jahmal Mosley. Al suo posto hanno ingaggiato Sean Sweeney, figura che negli ultimi anni ha contribuito in modo determinante alle strategie di Dallas Mavericks e San Antonio Spurs, aiutandole a raggiungere le Finals anche se ci sono evidenti limiti nel roster. Il punto di forza è però confermato dalla presenza di giocatori di stazza come Franz Wagner, Paolo Banchero, Wendell Carter e il recente arrivo di Nikola Vucevic. Il punto debole rimane il tiro da tre punti, nonostante l’ingaggio di Desmond Bane. Tra gli altri però attenzione ad Anthony Black che è un potenziale giocatore rivelazione per la stagione.
#17. Portland Trail Blazers
Proiezione: 41 wins
Tra l’annosa disputa sull’arena, una serie di tagli ai costi che hanno comportato licenziamenti su larga scala e l’ingaggio fallimentare di un’emittente televisiva, i passi falsi del proprietario Tom Dundon sono molti, ma a Portland sperano che la sua scommessa cestista, Ja Morant, ripaghi. I Blazers rimangono una squadra di medio livello che sarà guidata dall’esordiente Micah Nori. Il punto di forza principale su cui si affiderà Nori è la capacità di creare gioco in attacco. Il roster di Portland, ricco di guardie ma carente di ali, potrebbe mancare di equilibrio tra i ruoli, ma vanta un trio di playmaker di livello All-Star. Damian Lillard torna in campo dopo aver saltato la scorsa stagione a causa di un infortunio al tendine d’Achille; insieme a Deni Avdija e Morant, forma un arsenale offensivo estremamente variegato e ci sono anche Donovan Clingan, Toumani Camara, Avdija e Jrue Holiday, Punto debole: le palle perse. Nonostante la stagione della consacrazione di Avdija, l’attacco dei Blazers si è piazzato al 21° posto l’anno scorso, penalizzato dal 28° posto nella percentuale al tiro da tre punti e dall’ultimo posto assoluto per numero di palle perse. Il rientro di Lillard dovrebbe migliorare le percentuali al tiro, ma le palle perse potrebbero restare un problema. Nori ha introdotto un nuovo sistema offensivo per un gruppo che conta molti volti nuovi, e Morant, in ognuna delle sue sette stagioni, ha registrato una media di almeno tre palle perse a partita.
#18. Phoenix Suns
Proiezione: 40 wins
I Suns hanno acquistato Miles Bridges durante la offseason ma per farlo hanno dovuto sacrificare due giocatori chiave delle rotazioni: Grayson Allen e Royce O’Neale. Si parla però molto di Jalen Green. I ricorrenti problemi al bicipite femorale destro hanno limitato Green a sole 32 partite nella sua prima stagione a Phoenix; ciò ha permesso all’allenatore Jordan Ott di ampliare il ruolo offensivo di Dillon Brooks e Collin Gillespie al fianco di Devin Booker, colonna portante della franchigia. Il punto di forza principale: Booker. Dopo 11 stagioni la stella dei Suns è un veterano e una certezza con 6 convocazioni all’All Star Game nelle ultime otto stagioni, nonostante la franchigia abbia cambiato otto allenatori e due proprietà durante la sua permanenza. Il punto debole principale: il ruolo di centro. Nella scorsa stagione, la rotazione dei lunghi – composta da Oso Ighodaro, Mark Williams, Nick Richards e Khaman Maluach – si è rivelata inadeguata a contenere i centri avversari incontrati nella Western Conference. La dirigenza non ha fatto molto per rinforzare il reparto: Richards è stato ceduto, mentre Williams dovrà restare fuori a tempo indeterminato a causa di un’operazione alla spalla subita a settembre. Phoenix ha ingaggiato Duop Reath come centro di riserva – nelle ultime tre stagioni a Portland ha registrato una media di 6,2 punti e 2,6 rimbalzi – ma le speranze dei Suns di migliorare il rendimento sotto canestro sono legate soprattutto alla crescita di Maluach. Selezionato con la decima scelta assoluta nel 2025 proveniente da Duke, Maluach (alto 216 cm) ha mostrato sprazzi del suo talento nella Summer League e durante la preseason, ma è ancora un giocatore tutto da scoprire. Da rookie, Maluach ha registrato una media di 0,7 stoppate e 2,9 rimbalzi in appena 8,9 minuti a partita.
#19. Golden State Warriors
Proiezione: 44 wins
La dirigenza dei Golden State Warriors sta facendo abbastanza per sfruttare al meglio la fase conclusiva della carriera di Steph Curry? Curry ha rinnovato il suo impegno con la franchigia, sottoscrivendo un’estensione biennale che lo legherà ai Warriors fino alla sua ventesima stagione. I Warriors iniziano il mese di ottobre senza essere tra le pretendenti al titolo, ma a metà stagione dovrebbero recuperare Jimmy Butler e Moses Moody; inoltre, la squadra dispone di numerosi contratti in scadenza e di scelte al primo giro da poter utilizzare come pedine di scambio. Se le condizioni del ginocchio di Curry gli consentiranno di disputare una stagione da almeno 65 partite, la dirigenza si sentirà abbastanza motivata, in vista della deadline per gli scambi, da rischiare il proprio capitale di asset per tentare una mossa che possa riportare la franchigia, quantomeno, a ridosso delle posizioni di vertice? Tante domande sui Warriors al via di questa stagione, ma un punto di forza chiaro c’è: il QI cestistico di questa squadra. Curry e Draymond Green giocano insieme da 15 stagioni e hanno sviluppato una rara simbiosi in campo. Una volta guarito dal problema al ginocchio, Butler tornerà a mettere in campo una delle menti più lucide della lega. Anche il contributo, seppur limitato nel minutaggio, di un veterano come Al Horford eleva il bagaglio di esperienza e intelligenza tattica della squadra su entrambi i lati del campo. I Warriors hanno inoltre inserito nello staff Frank Vogel, figura molto stimata, per gestire la fase difensiva. Il punto debole principale: l’età e le condizioni fisiche. I due giocatori previsti nel quintetto base come ali – Butler e Moody – hanno subito gravi infortuni al ginocchio la scorsa stagione, che li terranno fuori dai giochi probabilmente fino a gennaio. Secondo fonti interne alla squadra, il percorso di riabilitazione di Moody è leggermente più avanzato rispetto a quello di Butler. Anche il centro Kristaps Porzingis è fuori a tempo indeterminato per problemi di salute personali. Tra i giovani vi segnaliamo Yaxel Lendeborg. Scelto all’undicesimo posto nel draft 2026, è più pronto per l’NBA rispetto a molti dei giocatori selezionati prima di lui. C’è anche Brandin Podziemski che lo scorso anno ha messo a segno 153 triple – secondo tra i Warriors solo a Curry – registrando una media di 5,1 rimbalzi e 3,7 assist a partita. Dato che Butler dovrebbe saltare l’inizio della stagione, Podziemski potrebbe assumersi maggiori responsabilità offensive. Le proiezioni danno GSW sopra ben 6 partite rispetto alla linea e sono la squadra più vantaggiosa per giocare OVER 37.5 vittorie stagionali.
#20. Utah Jazz
Proiezione: 35 wins
Quest’anno gli Utah Jazz dovrebbero essere più competitivi. Nelle ultime sessioni di mercato, la franchigia ha apportato due modifiche sostanziali al roster: ha acquisito, prima della deadline di febbraio, l’ala grande Jaren Jackson Jr. (due volte All-Star) e, a giugno, ha selezionato con la seconda scelta assoluta l’ex guardia di Kansas, Darryn Peterson. I Jazz possono contare su una base di talento, che vede i nuovi arrivati affiancarsi a Lauri Markkanen (già All-Star), alla guardia Keyonte George e all’ala Ace Bailey, al suo secondo anno nella lega. Il punto di forza principale: il potenziale offensivo. I Jazz dispongono di una grande spinta in attacco. Markkanen è un giocatore che può comodamente segnare 25 punti a partita e George (23,6 punti e 6,1 assist di media) è reduce da una stagione in cui ha compiuto un notevole salto di qualità e poi c’è Jackson, che in carriera viaggia a una media di 18,6 punti a partita. Il punto debole principale: il ruolo di centro. La posizione di numero 5 è diventata una criticità dopo l’addio di Walker Kessler, a complicare le cose, Jusuf Nurkic ha subito un infortunio a un dito del piede durante il precampionato, che lo terrà fuori dai giochi all’avvio della regular season. Per ora, coach Will Hardy dovrà arrangiarsi con una rotazione composta da Jaxson Hayes, Kyle Filipowski, Mo Bamba e dall’impiego di JJJ fuori dal suo ruolo naturale. Quest’anno nelle partite dei Jazz occhio agli Over sui punti totali, ci aspettiamo infatti match ad alto ritmo e ricchi di punti, con i Jazz che potrebbero chiudere tra i migliori della lega come efficenza offensiva, ma tra i peggiori in quella difensiva. Nelle ultime tre stagioni, Utah si è classificata rispettivamente al 29°, 29° e 30° posto per efficienza difensiva. Da Under invece il totale delle vittorie in regular season.
#21. Dallas Mavericks
Proiezione: 34 wins
A Dallas gli occhi sono puntati su Cooper Flagg, atteso alla stagione della consacrazione. È reduce da una delle stagioni più spettacolari mai disputate da un giovane nella storia della lega. È infatti diventato, insieme all’ex Maverick Luka Doncic, uno dei soli due teenager a registrare una media di almeno 20 punti, 6 rimbalzi e 4 assist a partita. Da rookie, Flagg ha dato il meglio di sé quando affiancato a un playmaker; ora, nella sua seconda stagione, avrà il privilegio di giocare al fianco di Kyrie Irving, otto volte All-Star. Proprio il duo Flagg-Irving (entrambi ex prime scelte assolute al Draft) rappresenta il punto di forza di Dallas. Il punto debole maggiore: all’inizio della stagione, la rotazione dei centri dei Mavs presenta notevoli incognite. Non è chiaro quando Dereck Lively II potrà tornare ad allenarsi. Anche Daniel Gafford ha problemi di tenuta fisica, il che spiega perché, quando Dallas ha provato a inserirlo in possibili scambi, l’interesse da parte di altre squadre sia stato piuttosto limitato. È significativo che Morez Johnson Jr abbia giocato da centro titolare nella partita inaugurale della preseason.
#22. Washington Wizards
Proiezione: 32 wins
A Washington inizia l’esperimento Anthony Davis. AD, che la scorsa stagione non è mai sceso in campo per i Wizards (ultimi della lega) dopo essere arrivato dai Mavericks a febbraio, rappresenta una delle incognite principali della stagione 2026-27. Il giocatore più affermato di Washington inizia la stagione senza un’estensione contrattuale e, negli ultimi sei anni, ha disputato in media appena 47 partite a stagione. Se Davis riuscisse a restare in salute, potrebbe trascinare i Wizards al torneo play-in della Eastern Conference, ma in caso contrario la dirigenza potrebbe tornare a stravolgere i propri piani. Il punto di forza principale: il talento realizzativo. Dopo aver chiuso la scorsa stagione al 29° posto per punti segnati per possesso, l’attacco di Washington dovrebbe migliorare sensibilmente grazie agli arrivi di Trae Young, Davis e AJ Dybantsa, prima scelta assoluta al Draft 2026, dopo aver registrato una media di 25,5 punti a partita con BYU, la più alta dell’intera NCAA. Il punto debole principale: la continuità. Nonostante i Wizards abbiano notevolmente innalzato il livello del proprio talento, coach Brian Keefe dovrà ridefinire i ruoli all’interno di una rotazione che non ha quasi mai giocato insieme. L’inserimento di Young, Davis e Dybantsa farà inevitabilmente scendere Kyshawn George e Tre Johnson nelle gerarchie offensive. Parallelamente, Davis e il nuovo centro di riserva Deandre Ayton dovranno trovare rapidamente un’intesa difensiva nel reparto lunghi insieme a Dybantsa e ad Alex Sarr, seconda scelta assoluta al Draft 2024. a scorsa stagione i Wizards hanno tenuto il sesto ritmo di gioco più alto della lega, mentre gli Hawks di Young – prima del suo trasferimento a Washington – si sono piazzati costantemente tra le prime cinque squadre per velocità di gioco nelle due stagioni precedenti. È lecito aspettarsi che i Wizards continuino a spingere sull’acceleratore, con Young che guiderà la transizione per creare rapidamente opportunità di canestro. Un pace factor elevato e un potenziale offensivo importante potrebbe rendere i Wizards una squadra da alti punteggi.
#23. Charlotte Hornets
Proiezione: 40 wins
Con 44 vittorie, l’anno scorso gli Hornets hanno ottenuto il loro miglior risultato dell’ultimo decennio, conquistando anche una vittoria nel torneo play-in anche se questo record è stato favorito da un numero insolitamente elevato di squadre che puntavano deliberatamente a perdere per il tanking. La dirigenza ha così scelto di cedere LaMelo Ball e Miles Bridges, una mossa che spiana la strada a Kon Knueppel e Brandon Miller, che diventano così i pilastri su cui costruire il futuro della franchigia. Il punto di forza principale: grazie a Knueppel e Miller, l’anno scorso gli Hornets sono diventati una potenza nel tiro da tre punti. Gli Hornets potrebbero inoltre realizzare ancora più triple rispetto alla scorsa stagione, quando erano già primi nella lega in questa statistica. La partenza di Ball – che ne segnava molte in proprio e creava occasioni per i compagni – rappresenta un ostacolo per questa previsione; tuttavia, il nuovo playmaker titolare Coby White è un tiratore prolifico. Si sono inoltre distinti come una delle migliori squadre nel catturare rimbalzi difensivi, trascinati dall’esplosione del lungo Moussa Diabaté. Il punto debole principale: la squadra ha sofferto nel segnare in area, con grosse lacune nell’attaccare il ferro. Per porvi rimedio, la dirigenza ha effettuato diverse operazioni, tra cui l’acquisizione del lungo Naz Reid e dell’attaccante Dennis Schroder. Inoltre, al Draft sono stati selezionati due giocatori potenzialmente utili: la guardia Christian Anderson e il lungo Hannes Steinbach. Va però capito quanto impatterà la partenza di LaMelo, visto che gli Hornets hanno segnato 125,0 punti su 100 possessi con lui in campo ma in sua assenza il dato crolla a 113,4 punti su 100 possessi.
#24 Memphis Grizzlies
Proiezione: 29 wins
Le aspettative non sono elevate a Memphis, ora che i Grizzlies hanno definitivamente voltato pagina cedendo il loro trio di base formato da Ja Morant, Jaren Jackson Jr. e Desmond Bane. Memphis ha rinnovato buona parte del roster rispetto alla scorsa stagione e, sfruttando la terza scelta assoluta al Draft, ha ingaggiato Cameron Boozer. Il punto di forza è proprio dovuto al fatto che la nuova ricostruzione dei Grizzlies poggia su alcuni giocatori che potrebbero rappresentare le fondamenta del futuro, ovvero Boozer e il lungo Zach Edey, anche se la scorsa stagione, Edey ha disputato appena 11 partite prima di doversi sottoporre a un intervento chirurgico alla caviglia sinistra che ha chiuso in anticipo la sua annata. Da matricola ha mostrato sprazzi di dominio, ma nei suoi primi due anni da professionista è stato limitato a sole 77 presenze complessive. Il punto debole principale: Gioventù e inesperienza. Certo, Memphis può contare su veterani come Jerami Grant, Isaiah Stewart, Ty Jerome e Scotty Pippen Jr., ai quali spetterà il compito di guidare la crescita dei giovani Grizzlies. In particolare Jerome la scorsa stagione ha registrato una media di 19,7 punti, 5,7 assist e 2,8 triple a partita, giocando appena 22,6 minuti di media e l’addio di Morant potrebbe garantirgli un minutaggio maggiore. Elementi chiave del nucleo della squadra, come Cedric Coward e Jaylen Wells, sono rispettivamente alla loro seconda e terza stagione, quindi la ricostruzione rimane un cantiere aperto a Memphis che però vanta una delle rotazioni più profonde dell’intera NBA, potendo contare su giocatori del calibro di Grant, Stewart e Cam Spencer in uscita dalla panchina.
#25. New Orleans Pelicans
Proiezione: 28 wins
A New Orleans la grande domanda ogni inizio stagione è la seguente: Zion Williamson riuscirà a restare in salute? La scorsa stagione, Williamson ha disputato 62 partite – il suo secondo miglior dato di sempre, dopo le 70 giocate nel 2023-24 – e sembra in buona forma all’inizio di questa annata, la sua ottava nella NBA. Il punto di forza: la gioventù. I Pelicans possiedono uno dei nuclei di giovani più promettenti della lega, che include la guardia Jeremiah Fears e il centro Derik Queen ma anche l’ala 24enne Trey Murphy III (media di 21,5 punti, 3,2 triple e 1,5 palle rubate a partita, tirando con l’88,6% dalla lunetta lo scorso anno). Durante la pausa tra le stagioni, la squadra ha inoltre aggiunto la guardia ventiquattrenne Bennedict Mathurin. Zion ne ha 26, mentre Herb Jones, uno dei migliori giocatori two-way dell’intera lega, ne ha 28. L’allenatore al primo anno, Jamahl Mosley, si ritrova con un gruppo di talenti dinamici a sua disposizione, uno scenario ideale per lui. Il punto debole: la salute. Nonostante tutto questo talento promettente, è difficile immaginare che i Pelicans riescano a restare in salute, visto che non ci sono riusciti per anni. Inoltre, per quanto Mosley sia un allenatore di valore, è complicato pensare che i giovani talenti della squadra possano trascinare i Pelicans in una Western Conference sempre estremamente competitiva. L’inesperienza e le condizioni fisiche rimangono grandi incognite per una squadra che ha ben poco margine di errore. Va però considerato anche il rientro di Dejounte Murray ma non vediamo New Orleans sopra le 28 vittorie in regular season.
#26. Chicago Bulls
Proiezione: 28 wins
Chicago ha come numero 4 al draft del 2026 Caleb Wilson che è diventato immediatamente il giocatore più importante per il presente e il futuro dei Bulls. Il suo debutto nella Summer League è stato elettrizzante, ma, a giudicare dalle partite di precampionato, alternerà giocate di puro talento a momenti di inesperienza tipici della sua giovane età. Il punto di forza: la velocità. Chicago dispone di un roster giovane, capace di correre da un lato all’altro del campo. Wilson e Matas Buzelis formano una coppia dinamica nel ruolo di ala, mentre Josh Giddey è il playmaker ideale. Quando in campo, insieme a questo trio, ci sono Norman Powell — l’unico giocatore della squadra ad aver superato i 30 anni — e il lungo Jalen Smith, capace di allargare il campo, i Bulls cercheranno costantemente il contropiede. Il punto debole: la capacità di creare tiri in isolamento. Nelle fasi finali di una partita combattuta, a chi finirà il pallone in mano? L’esecuzione nei momenti decisivi delle partite potrebbe rappresentare un aspetto ancora tutto da costruire per questa squadra. Sotto canestro dopo la cessione di Nikola Vucevic la scorsa stagione ci sono Jalen Smith e Nic Claxton.
#27. Los Angeles Clippers
Proiezione: 27 wins
Per i Clippers, questa è la prima stagione sotto il peso di pesanti sanzioni per il caso Leonard. Il proprietario, Steve Ballmer, è sospeso, così come alcuni dirigenti di alto livello, e questo potrebbe incidere anche sulle prestazioni in campo, oltre al futuro visto che la squadra dovrà rinunciare a cinque future scelte al primo giro del Draft. A questo aggiungiamo gli infortuni: Max Strus ha riportato una lesione parziale della fascia plantare del piede destro, mentre Brandon Ingram è fuori gioco per un problema al tallone destro e una lesione parziale del tendine d’Achille. Il punto di forza rimane una guida tecnica solida e di valore con Ty Lue in panchina mentre il punto debole è il morale. Gli infortuni di Strus e Ingram rappresentano un duro colpo per una squadra già in fase di ricostruzione, dopo le cessioni di Kawhi Leonard durante la offseason e di James Harden in prossimità della deadline. Le aspettative sono state ridimensionate. Nella scorsa stagione, i Clippers sono stati la squadra più anziana dell’intera NBA, con un’età media di 30,0 anni. Anche per questa stagione si confermano tra le compagini più mature della lega: in rosa figurano infatti Lopez (38), Bradley Beal (33), Dunn (32), Strus (30), Jones (29) e Ingram (29). ella scorsa stagione, in 19 partite con i Clippers, Darius Garland ha registrato una media di 19,9 punti, 6,4 assist e 3,3 triple a partita. L’addio di Leonard dovrebbe creare maggiori opportunità offensive per Garland. A nostro avviso i Clippers chiuderanno la stagione con uno dei tre peggiori record della lega. Con Ingram e Strus già ai box, e a differenza di altre squadre escluse dai playoff, i Clippers non avranno alcun incentivo a cercare vittorie nel finale di stagione. Strus, Kris Dunn, Derrick Jones Jr. e Brook Lopez potrebbero finire sul mercato, il che renderebbe la squadra ancora più debole nel prosieguo della stagione.
#28. Brooklyn Nets
Proiezione: 25 wins
Le nuove regole della lottery hanno stravolto i piani a lungo termine dei Nets, costringendoli a gestire la ricostruzione con molta più calma. Mikel Brown Jr. è stato uno dei migliori playmaker scelti al Draft 2026, ed è probabilmente quello con maggiore sicurezza nei propri mezzi. Il punto di forza è l’attacco, almeno finché i nuovi arrivati Julius Randle e Michael Porter Jr. saranno in campo. Il punto debole: i già citati tempi di ricostruzione che si allungano, considerando le nuove regole e anche il fatto che Brooklyn parte senza una grande abbondanza di talento di alto livello NBA nel proprio roster. Egor Demin è stato di gran lunga il migliore tra i rookie dei Nets nella scorsa stagione, con una media di 10,3 punti a partita, un solido rapporto assist/palle perse e una percentuale del 38,5% nel tiro da tre punti. Demin non ha trovato molte soluzioni offensive al di fuori del tiro da tre: il 72% dei suoi tentativi dal campo nella scorsa stagione è arrivato dall’arco. Demin ha dovuto fare i conti con diversi infortuni durante la sua stagione da esordiente, chiudendo con una media di circa 10 punti, 3 rimbalzi e 3 assist in 52 partite; ha però mostrato sprazzi di un talento completo, dimostrando di essere “di un altro livello” rispetto alla Summer League, dove ha registrato 21,0 punti, 4,3 assist e 2,3 palle rubate in 25,3 minuti di media a Las Vegas. Anche Brown ha messo in mostra le sue qualità durante l’estate, con una media di 16,7 punti e 4,0 assist in 22,5 minuti a partita. I Nets, attualmente in fase di ricostruzione, dovrebbero concedere ampio minutaggio a questo duo di esterni.
#29. Milwaukee Bucks
Proiezione: 26 wins
I Bucks sono ancora una squadra in fase di transizione, dopo aver ceduto la loro superstar durante l’estate e potrebbero cedere altri pezzi pregiati del proprio roster. Tyler Herro, Myles Turner, Kyle Kuzma e gli altri ex giocatori di Miami rientreranno nei piani a lungo termine della franchigia? Oltre a Kevin Porter, la squadra ha aggiunto diversi nuovi esterni e Gary Trent Jr. dovrà giocare abbastanza bene da giustificare il suo contratto. Il punto di forza principale: la profondità. Qualunque scelta faccia il nuovo allenatore Taylor Jenkins riguardo alle rotazioni, potrà contare su un vantaggio fondamentale: un’abbondanza di talento di livello NBA. È difficile che i Bucks si ritrovino in campo senza cinque giocatori all’altezza della lega grazie ai numerosi giocatori arrivati tramite lo scambio di Giannis Antetokounmpo. I Bucks avranno anche una panchina lunga, sebbene forse non perfettamente assortita. Il punto debole principale: l’identità. Ora che non c’è più Giannis la squadra sembra non riuscire a trovare un giocatore che possa guidare la ricostruzione e questo periodo di transizione.
#30. Sacramento Kings
Proiezione: 22 wins
La nostra attenzione quest’anno a Sacramento è tutta per il rookie Darius Acuff Jr di cui abbiamo già parlato e su cui abbiamo notevoli attese, non solo noi, ma anche la dirigenza dei Kings spera che possa avere un ruolo centrale e di crescita da subito, oltre ad un elevato volume di gioco. A 19 anni, sarà lui il playmaker titolare fin dalla serata inaugurale: avrà il compito di gestire l’attacco. Il punto di forza maggiore: L’assenza di una pressione immediata. Nessuno si aspetta niente da Sacramento che potrà far crescere il suo nuovo gruppo e gli esordienti, senza troppe pressioni addosso, come dichiarato apertamente dal GM Scott Perry che ha indicato come unico obiettivo quello di dare alla squadra un’identità più combattiva, superando le 22 vittorie ottenute nella scorsa stagione (secondo noi si fermeranno a 22 anche quest’anno). La maggior parte degli esperti prevede che i Kings saranno la peggior squadra della Western Conference, quindi le aspettative sono molto basse, e questo si potrebbe trasformare in un punto a favore per i Kings. Tra i tanti punti deboli invece segnaliamo il gruppo di veterani. Nell’ultimo anno, Perry ha sondato il mercato degli scambi per Zach LaVine, Domantas Sabonis e Malik Monk. Anche l’esperienza del gruppo è un dilemma. I cinque giocatori che si prevede comporranno il quintetto base dei Kings hanno disputato, complessivamente, appena 83 partite con la squadra nella scorsa stagione. Sabonis, LaVine e Keegan Murray sono rimasti fuori per infortunio per gran parte dell’annata. De’Andre Hunter ha giocato solo due incontri dopo essere arrivato tramite uno scambio alla deadline, prima di fermarsi a sua volta per un infortunio. E Acuff, naturalmente, giocava al college ad Arkansas, dove ha registrato una media di 23,5 punti e 6,4 assist a partita, diventando il primo giocatore della SEC dai tempi di Pete Maravich a guidare la conference sia per punti segnati che per assist nella stessa stagione. Acuff quest’anno potrebbe essere il rookie che segnerà più punti, ma anche quello con più palle perse visto che dovrà gestire da subito il gioco dei Kings.
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Sono un grande appassionato di sport, in particolare basket, calcio e tennis. Oltre alle scommesse sportive, adoro il mondo del poker, giochi da casinò e trading sportivo.


