In questo articolo ogni giorno andiamo ad analizzare i big match più interessanti in programma per la regular season di Basket NBA con news, statistiche, top players e consigli per le scommesse con i Pronostici NBA 26-27. ARTICOLO AGGIORNATO al 20 OTTOBRE 2026.
Pronostici NBA 26-27: I big match di giornata
Vediamo le partite di cartello che ci aspettano in questa giornata di Basket NBA del 20 ottobre 2026.
Detroit Pistons-Boston Celtics
Nella scorsa stagione, i Detroit Pistons e i Boston Celtics hanno chiuso rispettivamente al primo e al secondo posto nella classifica della Eastern Conference. Entrambe le squadre non sono riuscite a raggiungere le finali di conference durante i playoff e, all’inizio di questa nuova stagione, potrebbero sentirsi un po’ sottovalutate. Questo le rende l’accoppiata ideale per la partita inaugurale della stagione NBA, in programma martedì pomeriggio a Detroit.
Negli ultimi due anni, sotto la guida di coach J.B. Bickerstaff, i Pistons hanno completamente ribaltato le proprie sorti. Dopo aver vinto 60 partite la scorsa stagione, si presentano ai nastri di partenza con grandi aspettative. Cade Cunningham, inserito nell’All-NBA First Team, rimane il fulcro dell’attacco, ma durante la pausa tra le stagioni i Pistons hanno cercato di potenziare le opzioni sul perimetro. John Collins è arrivato dai Los Angeles Clippers e ricoprirà il ruolo di ala grande. Inoltre, è stato acquisito Isaiah Joe, noto tiratore da tre punti. Ausar Thompson, difensore d’élite, ha firmato un’estensione contrattuale. Dopo trattative lunghe e talvolta complesse, Jalen Duren – inserito nell’All-NBA Third Team – ha siglato un accordo a lungo termine, confermandosi il principale partner di Cunningham nei giochi di “pick-and-roll”. L’identità della squadra resta fondata sulla tenacia e sulla difesa. Nella scorsa stagione, i Pistons hanno forzato il maggior numero di palle perse nella lega (16,9 a partita) e hanno concesso agli avversari la terza percentuale al tiro più bassa (44,3%).
Durante la pausa tra le stagioni, i Celtics hanno concluso una delle operazioni di mercato più importanti – e controverse – dell’intera lega. Hanno ceduto Jaylen Brown, inserito nel secondo quintetto All-NBA, ai Philadelphia 76ers, loro rivali nella Atlantic Division. Si è così interrotto il sodalizio, di grande successo, tra Brown e Jayson Tatum. Tatum, per quattro volte inserito nel primo quintetto All-NBA, si è completamente ripreso dalla rottura del tendine d’Achille subita durante i playoff del 2025. Nel reparto lunghi sarà affiancato da Paul George, arrivato a Boston proprio nell’ambito dello scambio che ha coinvolto Brown. George, già convocato all’All-Star Game in passato, è reduce da due stagioni turbolente con i Sixers, durante le quali ha disputato appena 78 partite. A 36 anni, vuole dimostrare di essere ancora in grado di giocare ad alti livelli. Martedì farà il suo debutto con i Celtics anche Mitchell Robinson, lungo ex New York Knicks, arrivato in squadra come free agent.
New York Knicks-Philadelphia 76ers
I festeggiamenti per il primo titolo NBA dei New York Knicks dopo 53 anni sono proseguiti per tutta l’estate. Martedì sera, i Knicks tornano a fare sul serio, non prima però di un’ultima celebrazione dedicata a un campionato atteso per generazioni. Al Madison Square Garden, i Knicks issano il vessillo del titolo conquistato, dando il via alla difesa del trofeo contro i rivali di sempre, i Philadelphia 76ers, che hanno aggiunto al proprio roster LeBron e Brown.
Nella scorsa stagione, i Knicks hanno chiuso al terzo posto nella Eastern Conference con un bilancio di 53 vittorie e 29 sconfitte, prima di dare vita alla loro storica cavalcata. New York ha registrato un bilancio di 16-3 nei playoff, infilando una striscia di 13 vittorie consecutive tra il primo turno e le NBA Finals. I Knicks sono stati protagonisti di due delle più clamorose rimonte nella storia dei playoff, inclusa la più ampia mai vista nelle Finals: un recupero di 29 punti in Gara 4, culminato con il tap-in vincente di OG Anunoby su un tiro da tre punti sbagliato da Jalen Brunson, a soli 1,2 secondi dalla sirena, per il 107-106 finale contro i San Antonio Spurs. New York ha conquistato il titolo in Gara 5, con Brunson che si è aggiudicato il titolo di MVP grazie a una prestazione da 45 punti nel 94-90 decisivo. Tuttavia, anche durante i festeggiamenti è emersa la consapevolezza di quanto sarà arduo per New York riuscire a bissare il titolo NBA, un’impresa che, dai tempi dei Golden State Warriors nel 2017-18, nessuna squadra è più riuscita a compiere. Il centro Mitchell Robinson è stato l’unico membro della rotazione a lasciare la squadra, firmando il 6 luglio un contratto triennale da 47,4 milioni di dollari con i Celtics. Confermati invece tra gli altri Karl-Anthony Towns, Josh Hart e Mikal Bridges.
Tra gli avversari di NYK ci sono stati proprio i 76ers, che, con un record di 45-37, hanno ottenuto la settima testa di serie a Est; dopo aver eliminato i Boston Celtics in una serie di sette partite al primo turno, sono stati poi sconfitti per 4-0 da New York nelle semifinali di Conference. Il desiderio di LeBron James di conquistare il suo quinto titolo NBA con una quarta squadra diversa lo ha portato, il 24 luglio, tra le fila dei 76ers – franchigia a digiuno di successi da tempo – con un contratto biennale da 8 milioni di dollari: una cifra inferiore di circa 44 milioni rispetto a quanto guadagnato nel solo anno precedente con i Los Angeles Lakers. Philadelphia, che l’anno scorso ha raggiunto i playoff per la settima volta in otto stagioni, il 6 luglio ha ceduto Paul George e quattro scelte al draft – incluse due scelte al primo giro, nel 2028 e nel 2031 – ai Celtics in cambio di Jaylen Brown, che nella scorsa stagione ha registrato una media di 28,7 punti a partita, il massimo in carriera. A James e Brown – che sabato compirà 30 anni – si uniranno nel quintetto base l’ex MVP della NBA Joel Embiid, 32 anni, che negli ultimi tre anni ha disputato appena 96 partite di stagione regolare a causa di una serie di infortuni cronici, oltre al ventunenne VJ Edgecombe e a Tyrese Maxey, che il 4 novembre compirà 26 anni. Nella scorsa stagione, Maxey ha registrato una media di 38,0 minuti a partita – il dato più alto nella NBA – e 28,3 punti a incontro, il massimo in carriera; Edgecombe, dal canto suo, si è piazzato terzo nella votazione per il premio di Rookie dell’Anno, con una media di 16,0 punti a partita.
San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder
Martedì, le due migliori squadre della Western Conference della scorsa stagione si scontreranno: i San Antonio Spurs ospiteranno gli Oklahoma City Thunder nel match conclusivo di una tripla sfida inaugurale della stagione NBA. C’è da aspettarsi grande spettacolo, nonostante sia solo la giornata d’esordio. L’ultimo precedente tra le due squadre risale a Gara 7 delle finali della Western Conference, quando gli Spurs hanno battuto Oklahoma City per 111-103 in trasferta, conquistando così l’accesso alle NBA Finals contro i New York Knicks. Quest’anno, almeno in avvio, il divario tra le due compagini appare davvero minimo.
Quel confronto arrivava al termine di una stagione regolare in cui i Thunder avevano registrato il miglior record della lega per il secondo anno consecutivo (64-18). Oklahoma City è guidata da Shai Gilgeous-Alexander, MVP della lega nelle ultime due stagioni, e può contare su un gruppo solido e collaudato, che include un Jalen Williams in piena forma e il centro Chet Holmgren. Non fanno più parte della squadra Luguentz Dort, Aaron Wiggins e Isaiah Joe, ceduti durante la pausa tra le stagioni. Holmgren, alle prese con un infortunio al quadricipite, potrebbe saltare la partita inaugurale.
Lo scorso anno gli Spurs sono stati i 2° migliori a Ovest con 62 vittorie. La squadra ritrova Victor Wembanyama – vincitore unanime del premio di Difensore dell’Anno – e praticamente tutti i giocatori che, nella scorsa stagione, hanno ricoperto un ruolo significativo. Wembanyama, giunto alla sua quarta stagione, punta a contendere il titolo di MVP proprio ad SGA che affronterà questa notte. Il francese potrà contare su un solido supporto per portare gli Spurs a un livello superiore. Il roster può contare su esterni come De’Aaron Fox, Stephon Castle e Dylan Harper, oltre alle ali Julian Champagnie e Devin Vassell. Fox ha rivelato che, durante l’estate, lui, Castle e Harper hanno discusso della possibilità di giocare insieme in una formazione che prevede tre esterni contemporaneamente in campo. Anche Wemby ha detto la sua e vede di buon occhio la presenza contemporanea in campo dei tre talentuosi esterni. Durante la off-season, San Antonio ha ingaggiato Tobias Harris, veterano con 15 anni di esperienza, per aggiungere grinta e carattere al gruppo; tuttavia, Harris è rimasto fuori per l’intera pre-season e, a causa di un risentimento al polpaccio sinistro, potrebbe saltare la partita d’esordio.
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